L’ETOLOGIA FUNZIONALE
- gabrieletolentino09
- 7 ago 2024
- Tempo di lettura: 2 min
In questi anni con i cani, mi sono fatto tante domande sulla situazione cinofila italiana e ho trovato una polarizzazione fra approcci, con cui ho sempre trovato difficile schierarmi.
Per me, l’unico approccio che ha senso, è quello che passa per lo studio rispettoso dell’etologia canina.
Io lo chiamo etologia funzionale.
Perché “funzionale”? Ora te lo spiego

La cinofilia tende a polarizzarsi in questo modo:
da un lato, ci sono i classici professionisti cinofili che basano il loro lavoro solo su inibizione, paura e coercizione del cane, non considerando i suoi bisogni emotivi e comunicativi.
Dal versante opposto, i fan del gentilismo, che fanno uso smodato del cibo e della ricompensa.
Entrambi fanno un errore: non sfruttano la parte cognitiva del cane e pensano che apprenda solo ad associazioni.
È un approccio riduttivo nei confronti della parte elaborativa del cane, che esiste e va sviluppata e sfruttata in positivo.
Visto che il cane ha una mente complessa che può apprendere in tanti modi (per vie associative, in modo sociale-imitativo, elaborativo, esperienziale, attraverso problem solving)
PILLOLA CINOFILA: le principali leggi dell’apprendimento sono: legge dell’esercizio, legge dell’effetto, apprendimento per imitazione, apprendimento per composizione, apprendimento per esperienza ...
I TRE PILASTRI
L'etologia funzionale, tiene in considerazione prevalentemente questi tre aspetti:
- Filogenesi (genetica) : quella parte di ereditarietà che si tramanda dai genitori e predecessori di specie, che contiene determinate informazioni (motivazioni, memoria di razza, predisposizioni, comportamenti specie-specifici ecc.)
-Educazione e ontogenesi: quella parte di competenze ed expertise che il cane acquisisce e fa proprie come strumenti operativi nel mondo che utilizza in autonomia+ le esperienze fatte nei primi periodi sensibili di vita.
-Addestramento: l’insegnamento, tramite specifiche tecniche, di determinati comportamenti (es. "richiamo meccanico": vedi manuale, “terra”, “cerca”)
Quando scegliamo di adottare un cane dobbiamo essere consapevoli del fatto che ci dobbiamo porre obiettivi realistici e plasmati sul singolo soggetto, dato che ognuno ha i propri caratteri ereditari e ha vissuto esperienze ontogenetiche diverse.
Sono due gli obiettivi principali quando lavoro con i cani:
-Integrazione nel contesto abitativo, valorizzando contemporaneamente la relazione umano-cane (punto fondamentale quando valuto i cani con cui ho la fortuna di lavorare)
Obiettivo dell’educazione cinofila è l’integrazione, cioè costruire un ponte fra le caratteristiche etologiche del cane e le necessità umane.
Viversi il cane a 360°
Integrare il più possibile il cane significa poterselo vivere e godere in più contesti possibili e nella quotidianità, dando più occasioni di crescita alla relazione anche attraverso il tempo di qualità che passiamo insieme.
Più il cane è educato e integrato, più avrà expertise per stare al mondo, e più occasioni abbiamo per vivere momenti diversi insieme (questo non vuol dire che dobbiamo stare per forza insieme h24!).
Ecco perché l'etologia è funzionale:
l’educazione passa attraverso la relazione, ma il suo scopo è molto pratico: stare nel mondo, insieme, e in modo ben integrato.

CANI IN CITTÀ’ IN PRATICA
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Bene, è ora di metterla in pratica! Vediamo più in dettaglio qualche punto:
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